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Col Manuel e gli altri, l’altra sera, ci siamo trovati a fare una tavolata a casa di uno, che uscire a cena, con quelli che hanno i pupi, ormai, e anche i prezzi, mica facile trovare un posto che non ti pelano vivo,così ci troviamo a cenare e ognuno porta qualcosa e almeno si fa due storie, lo so che alla fine racconto solo cose tipo che vado fuori a bere, vado al teatro, mi trovo a fare una tavolata, pare che faccio la vita del michelasso, ma se mi metto a raccontare le menate dell’ufficio, sai la menata. Alla fine, c’era quello che aveva portato la farinata, quello che aveva portato l’insalata di patate, c’era gli affettati, c’era il formaggio, c’erano i panini piccini, c’era il vino biologico, c’era il vino imbiologico, che mi sembra ubriacano uguale, poi le coche, le cole, le spume, le gassose e le altre cose. C’erano anche le elezioni e i taralli pugliesi.
Noi siamo tutti gente di sinistra, e infatti quando uno porta il salame Fini, che l’etichetta dice puro suino, lo affettiamo con gusto, perché quelli di sinistra gli piace mangiare, mica per niente lo slow food si chiamava arcigola, anche se queste serate il salame lo preferiamo nostrano, se possibile, che sente di crudo e di sterco di vacca, basta togliere la buccia, e siccome siamo gente di sinistra, le elezioni, noi, ci confrontiamo e ci diciamo chi voti tu, chi voti tu, chi voti tu. Il tarallo col finocchio, per me, se lo sbocconcelli insieme al salame rustico, fa una gran figura, e ci vuole del rosso magari robusto, c’era uno che aveva portato un rosso del sudamerica, l’abbiamo criticato per l’emissione dei gas, lui diceva che gliel’avevano regalato a Natale, allora non si guarda in bocca, quindi le elezioni di questo periodo per noi di sinistra è un bel casino, vale la pena di berci sopra che forse le idee si chiariscono un po’. Perché alla fine, è un po’ una delusione, che in Lombardia, per esempio, perché noi votiamo tutti in Lombardia, c’è poco da scegliere, perché c’è l’Agnoletto, che un mio amico di Bologna lo chiama sempre la Gnoletto, magari qualcuno capisce, a me l’ha spiegata lui, poi il Penati, poi il CrimiACinqueStelle, insomma, tutti un po’ delusi che di scelta non ce n’è, le tradizioni tutto sommato contano, e anche le abitudini, e noi si era abituati ad avere più scelta, anche alle ultime politiche, dove la mettiamo la croce, perché che so, parlando per metafore, se uno si sente verdino con la sfumatura blé, mettere la croce sul verde non ce la fa, la sfumatura verde serve, è una questione di coscienza, di appartenenza, di autodefinizione. Io alla sesta bottiglia, che avevo bevuto qualcosa delle prime cinque, ho detto a tutti che avevo deciso già da un po’, alla fine voto Saponaro, ma se mi chiedete perché non sono sicuro, è che alla fine le scelte sono così poche, che non trovo il mio colore, allora vado con uno che per lo meno mi sta simpatico. Ma c’è il Morgano, mi ha detto un amico, però io dico, il Morgano è anche simpatico anche lui, l’Agnoletto è bravo, ma la lista mi sembra poco definita, è che io tutti insieme non sono abituato, se si mischiano, poi, si ricordano come si fa ad andare d’accordo, allora mi hanno detto te fai la scelta a vocazione maggioritaria, non lo so ho detto, faccio la scelta che Saponaro almeno è sveglio e magari a dargli il voto quel voto lì va in Regione davvero, perché il Morgano mi sa che no, bello difendere la bandiera, ma a difenderla sul campo di battaglia magari si ottiene qualcosa, che a difenderla in casa, capaci tutti. E allora voto Saponaro.
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