Welcome to Bergamo Blog
Chi siamo 

Disclaimer :: Policy 

 
 09/09/10 14:11:36  (Accessi :1368771) E-Mail :: Cerca :  
 
<< Torna Indietro
Bergamo Ambiente Malabrocca, i Danai e la botte delle Danaidi
Inviato da sadmin Martedì, 09 febbraio 2010 ore 08:38
Contributo di MarcoBrusa

Una favola di inizio Quaresima per ricordarsi di fare penitenza durante l’ingresso nel secondo decennio del terzo millennio.

Timeo Danaos et dona ferentes.
Mi fanno una paura bestia i Danai ed ancor più i doni che portano.

 
   Danao era uno jettatore tremendo.
   Era re della Libia, nipote di Poseidone, pronipote di Io [colei che fu sedotta da Zeus sotto forma di toro e che diede il nome al Bosforo: Boùs pòros, passaggio della vacca], cugino di Europa [madre dei tre giudici infernali Minosse, Sarpedonte e Radamanto], fratello di Egitto [despota arabico che aveva conquistato il paese del Nilo e vi aveva instaurato un dominio tirannico], padre delle cinquanta Danaidi e capostipite della stirpe dei Danai: gli Occidentali, gli Argivi, gli Achei, the Westerners …
   … quelli che hanno fatto paura, teso inganni e fregato tutto il resto del mondo, insomma.
 
   Ai Danai se ne stavano tranquillamente contrapposti i Turun [noti anche come gli Etrurun, i Tyrsenoi, i Tirreni, gli Orientali] in una parola: i Troiani.
 
   Sarà anche stata una storia di donne e non di interessi commerciali ma, non appena si sono incontrati, Danai e Troiani si sono da subito menati di brutto.
   E dopo una decina di anni erano ancora lì a suonarsele …
   Per farla breve: a chiudere la partita venne inventato l’inganno del Cavallo di Troia e a Laocoonte, il più saggio dei Troiani, come lo vide venne fuori dal profondo la frase storica :
Timeo Danaos et dona ferentes - Mi fanno una paura bestia i Danai ed ancor più i doni che portano.
   Sfiga lo colse seduta stante sotto forma di mostri del Loch Ness che uscirono dal mare e divorarono lui ed i suoi due figli.
   Dopodiché quei rimbambiti dei Troiani decisero di accettare il dono dei Danai, lo portarono dentro la rocca e diedero della portasfiga anche a Cassandra che dopo una semplice occhiata al cavallo aveva capito tutto e se ne era uscita con un: “Ma guarda, è pieno di Achei in armi”.
   Sappiamo tutti come è andata a finire …
 
   Quello che è meno noto è che, pur essendo attualmente noi “Westerners” a pieno titolo, le nostre ascendenze non sono tra i Danai ma tra i Turun/Troiani.
   E’ per via delle storie di Antenore e dei Veneti, di Enea e di Albalonga, degli Etruschi/Tirreni e di altre simili.
 
   Ma i Danai sono tuttora tra noi e portano doni …
 
   Danao ebbe cinquanta figlie, le Danaidi definite da Virgilio “empie fanciulle dai sanguinosi letti” note perché, come racconta Eschilo, avevano l’abitudine di presentarsi come povere supplici indifese salvo poi scannare senza troppi complimenti gli sposi la prima notte di nozze.
   Naturalmente il padre “al delitto le incerte figlie minacciando esorta”, narra la Tebaide di Stazio.
 
   Non c’è che dire, proprio una bella famiglia.
 
   Ovviamente un comportamento del genere non può che scatenare una adeguata punizione divina e Zeus ha punito le Danaidi spedendole agli inferi e condannandole alla cosiddetta “Botte delle Danaidi”: per tutta l’eternità devono riempire d’acqua una botte senza fondo in cui quanta acqua entra, tanta ne esce.
 
   L’espressione “Botte delle Danaidi” da allora indica le persone e le amministrazioni spendaccione, coloro che non riescono mai a fare le cose per bene e a risparmiare qualcosa perché non appena hanno un po’ di soldi li vanno subito a spendere in scempiaggini.
   Appare evidente come la paura bestia verso i Danai ed i doni che portano sia antitetica rispetto allo scialacquare e sia invece sinonimo di operosità e di buona amministrazione.
 
   A questo punto …
   … Patapunfete !
   Arriva Malabrocca, detto il Maglia Nera, e questa volta è pure in ottima e abbondante compagnia, bipartisan perfino.
 
   Alcuni Danai vogliono fare un dono alla città dove Malabrocca ricopre un’importante carica istituzionale.
   Una persona un minimo ragionevole si chiederebbe subito: “Perché lo vogliono fare? Cosa vogliono in cambio e dove sta la fregatura?”.
   I Danai le risposte a queste domande le sanno benissimo, ma mica le vengono a dire a noi, si limitano a ribadire che intendono intensificare la propria attività nel campo dell’arte e della cultura ed in quello della valorizzazione del patrimonio architettonico.
   Ottime motivazioni politicamente corrette, anche il cavallo di Troia era un’opera d’arte, ma condite anche da espressioni pesanti (replay della maledizione mostri di Loch Ness – Laocoonte) ai Troiani/cittadini riunitisi in comitato si dice piatto piatto: “Vi riceviamo per cortesia, ma voi non contate nulla; per noi contano solo le istituzioni”.
   Eh già, i Danai concepiscono solo l’oligarchia e considerano con fastidio la democrazia.
 
   Insomma, per farla breve, il dono dei Danai consiste in un pacchetto di soldi (destinato a finire velocemente come l’acqua nella botte delle Danaidi), in un’area verde storica che sarà obbligatorio trasformare in edificato (in nome dell’amore per l’arte) ed in una variazione d’uso di un edificio d’epoca per poterlo trasformare in residenze private.
   Non esiste il benché minimo rischio che questo dono porti pochi benefici alla collettività e faccia principalmente gli interessi del privato, ne esiste la certezza.
 
   La domanda è :
   Ma è mai possibile che queste iniziative e questi “doni”, che vengono proclamati portare alla città un significativo valore aggiunto in campo culturale, senza oneri per la collettività e con un modestissimo (sic) sacrificio del verde, siano sempre imposizioni ?
   E’ mai possibile che le si inserisca sempre in ragionamenti mono-culturali da ragionieri senza la minima capacità di una visione più ampia e di inserirle in un minimo di percorso condiviso e partecipato ?
 
  “No” è una bellissima parola, ma bisogna avere la capacità ed il coraggio di dirla e di dirla prima.
 
   E magari un giusto “no” a certi doni non solo eviterebbe di cascare nella “Botte delle Danaidi”, ma contribuirebbe a trasformare i figli di Danao in figli di Solone.
   Non sarebbe per nulla un male.
 
 
   Confidando di non aver annoiato e soprattutto di non aver offeso nessuno.
 
   Buon inizio di Quaresima
   Marco Brusa
 



<< Torna Indietro
 
Links Correlati
· Inoltre in Bergamo Ambiente
· Notizie da BgBlog


Notizia più letta relativa a Bergamo Ambiente:
Illuminazione pubblica a led…funzionamento dei led sono necessari appena 24 volt



Opzioni

Pagina Stampabile  Pagina Stampabile

Invia questa Notizia ad un Amico  Invia questa Notizia ad un Amico

I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. BergamoBlog non è responsabile per il loro contenuto.
Re: Malabrocca, i Danai e la botte delle Danaidi
di carlog Domenica, 14 febbraio 2010 ore 12:31
(Info Utente | Invia un Messaggio)
un bellissimo post, affascinante erudizione e intelligente metafora.
Immagino si parli degli orti di San Tomaso.
Allora, premesso che sarebbe stato meglio rifiutare la richiesta di cambiare la destinazione d'uso delle Canossiane e premesso che sarebbe anche stato meglio rifiutare il dono del Creberg bisogna anche ricordare che la prima veniva accompagnata dall'offerta di uno spazio verde da unire al Parco Suardi, e la seconda da un cospicuo dono. Mi posso solo immaginare cosa avrebbe detto la civile opposizione leghista se Bruni avesse detto no a entrambe le richieste.
Non l'ha fatto e adesso ci troviamo a pagarne le conseguenze.
Si può vivere con queste conseguenze? Forse sì, se:
1) la strada che dovrà essere disegnata per alimentare il traffico verso le Canossiane non passerà attraverso il Parco Suardi, e se
2) i parcheggi pertenenziali non saranno fatti, come si teme, sotto il parco (anche perchè non sarebbe più tale).


[ Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, registrati ]


Re: Malabrocca, i Danai e la botte delle Danaidi
di carlog Domenica, 14 febbraio 2010 ore 12:49
(Info Utente | Invia un Messaggio)
continuo.
Riguardo alla strada, sembra che la Passerella, l'impresa proprietaria delle Canossiane, si sia compromessa per scritto a non chiedere accesso attraverso il Parco.
Non ho invece sentito niente riguardo ai parcheggi pertenenziali -- e questo mi fa una certa paura.
Allora, alla fine della fiera, se le cose funzionano come dovrebbero funzionare, avremo:
1) qualche riccone in più che abita in appartamenti di lusso .. e fin qui pazienza. Come dice il vangelo, i ricchi saranno sempre tra di noi..
2) uno spazio museale più ampio. Forse non ce n'era bisogno, ma male non fa;
3) purtroppo, un terzo degli orti costruito, e questo è male;
4) accesso del pubblico a due terzi degli orti, e questo è bene;
5) un intasamento di macchine di lusso, mastodontiche e dispendiose su per via San Tomaso, e questo è male (ma perchè non triplichiamo le tasse su questo tipo di macchine o ne impediamo l'accesso al centro?)
6) la CREBERG tutta contenta di poter celebrare il 120 anno dalla fondazione con un'opera di lusso, e, se i banchieri, che di gioie ne hanno poche (nel senso di piaceri, non di monili, di cui è legittimo sospettare invece una certa abbondanza) sono felici, chi siamo noi per impedirglielo?

A me pare che il bilancio non sia interamente negativo, grazie all'opposizione in Consiglio (PD compreso, al che viene voglia di dire, finalmente!). La mina vagante è quella dei parcheggi pertenenziali (e, meno, del traffico). Si deve sapere dove intendono piazzarli, e allora (solo allora) forse, il piano potrebbe diventare accettabile.


[ Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, registrati ]




syndicate this site (XML)

BergamoBlog WebMaster

This web site was made with PHP-Nuke, a web portal system written in PHP. PHP-Nuke is Free Software released under the GNU/GPL license.