Welcome to Bergamo Blog
Chi siamo 

Disclaimer :: Policy 

 
 20/04/14 01:16:23  (Accessi :1780150) E-Mail :: Cerca :  
 
Bergamo racconta... Racconta Bergamo
presentazione |  le 3 regole |  scrivi & spedisci |  leggi |  BergamoBlog
(di Luigi Ghezzi)


<< torna indietro
rave
(di botka)

“Dove vai tipo?”
davanti al Toma col pollice in fuori si era fermata una Renault 5 targata MO piena di adesivi.
“Dove cazzo vuoi.”
“Un po’ vago, ma vabbè sali.”
Il tipo aveva i dreadlocks e una felpa col cappuccio. Sembrava un barbone.
“Senti io sto andando ad un rave, non so, magari vuoi farci un salto anche tu...”
“Cosa?”
“Un rave.”
“Ah.”
Il Toma naturalmente non sapeva cosa fosse un rave.
“Ma si.” Non aveva poi niente da perdere.
Avevano parcheggiato dietro al cancello di quello che sembrava un enorme capannone vuoto. Era una specie di magazzino, tipo quello dove il Toma lavorava.
C’erano un sacco di macchine e lontanissimo si sentiva un battito basso, profondo, che faceva tremare lo stomaco.
“Vabbè io entrerei.”
“Dove?” Aveva detto il Toma con un’espressione perplessa.
“Al rave o no?” Aveva detto il tipo indicando un portone di ferro chiuso.
Il Toma adesso si sentiva un po’ stupido, ma manteneva il suo sguardo da duro.
“Cazzo.” Non aveva saputo dire altro.
La prima cosa che si notava era il vapore provocato da centinaia di corpi che ballano. Era stato come entrare in una serra. Poi il suono. Non era musica. era un unico suono ininterrotto, il Toma non era mai stato al mare, ma questo era esattamente quello che un pesce doveva sentire mentre sopra di lui transita una nave.
C’erano quattro gru arrugginite ai quattro lati del magazzino con delle luci psichedeliche e in fondo, su una specie di carcassa d’automobile a cui era stato tolto il soffitto stava il DJ.
Il Toma aveva fatto un giro, guardandosi in giro come faceva di solito al Las Vegas, cercando di inquadrare qualche tipa, ma nessuna sembrava dargli retta. Tutti erano persi completamente dentro loro stessi. Centinaia di persone, voltati in centinaia di direzioni diverse, con le braccia strette e curvi come tanti feti. Il Toma li guardava e non capiva.
Di fuori la luna era una palla grigia enorme, che si specchiava in un canale ĺ vicino, il Toma si era acceso una sigaretta. Sarebbe diventato giorno in fretta. Chissà in quale direzione era la Valseriana.

[letto:3357 | spedito:1] - 2002-04-30Invia il racconto



syndicate this site (XML)

BergamoBlog WebMaster

This web site was made with PHP-Nuke, a web portal system written in PHP. PHP-Nuke is Free Software released under the GNU/GPL license.