PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Comitato politico regionale Lombardia
25 marzo 2018

ODG : Confederare e unire le pratiche conflittuali, le lotte di resistenza e di mutuo soccorso in Lombardia, costruire a partire dalle Assemblee locali di Potere al popolo il controllo popolare sulla Sanità, l’Ambiente, l’accesso  e il diritto alla Casa e ai Trasporti. Rilanciare il Partito facendo di Rifondazione una organizzazione di lotta!
Il risultato delle elezioni regionali, ancor più delle elezioni politiche del 4 marzo, ci consegna un quadro politico-istituzionale in cui il centrodestra esce vincitore quasi incontrastato. Anche in Lombardia il PD viene punito dal proprio elettorato per le politiche portate avanti in questi anni dai Governi Letta-Renzi-Gentiloni.
Lo sfidante Gori ha fatto di tutto in questo ultimo anno per non distinguersi affatto dalle posizioni del
centrodestra rispetto ai temi della Sanità, riforma dei gestori in primis, e dell’Autonomia come su tutte le altre questioni aperte in Lombardia; il responso delle urne nella nostra Regione sancisce in pieno da un lato la totale adesione del PD alla narrazione tossica di questi anni e il trionfo della destra liberista e populista e dall’altro la mancanza a sinistra di una alternativa credibile al disastro delle politiche neoliberiste.
Il cosiddetto voto di protesta si riversa in particolare più sulla Lega che sul Movimento 5 stelle. Si compatta quel blocco sociale del Nord fatto non solo di piccola e media borghesia ma di strati qualificati della forza lavoro, potentemente aggrappato al proprio interesse particolare, spacciato per interesse generale sotto la bandiera dell’Autonomia regionale e della fine del Welfare solidaristico su base nazionale; sintetizzabile con il principio che chi più ha meno deve pagare e che le risorse delle imprese e dei cittadini più abbienti non devono essere redistribuite ne verso il basso, ne per ridurre il divario nord-sud.
Il risultato della nostra lista, Sinistra per la Lombardia, nonostante l’impegno militante di tante e tanti
compagni fa segnare un arretramento rispetto all’ 1% circa di Potere al Popolo è la conferma della fine di un ciclo politico, e non c’è illusione elettoralista che tenga.
La ricostruzione di una sinistra di classe, in Lombardia come in tutto il territorio nazionale passa solo
attraverso un lavoro di nuova tessitura del conflitto sociale dentro e fuori i luoghi di lavoro, di costruzione
di spazi di socialità e mutuo soccorso nelle periferie e nei quartieri popolari, all’interno delle nostre sedi ove possibile e individuando insieme agli altri soggetti che hanno aderito e aderiranno a Potere al Popolo sedi e spazi dove costruire vere e proprie Case del Popolo, luoghi condivisi dove costruire insieme al sindacato conflittuale, ai comitati di lotta per la casa, di difesa della sanità e ai tanti soggetti antagonisti presenti sul nostro territorio vere e proprie casematte dove riorganizzare la resistenza popolare all’attacco del Capitale.
Il tentativo di costruire un movimento politico anticapitalista, antiliberista e antifascista ha segnato in
questi mesi, a partire dall’appello dell’ex opg Je so Pazz, un punto a favore di una strategia non elettoralista e non politicista. Il risultato immediato delle urne non ci ha permesso di entrare in parlamento ma ci ha consentito di parlare a migliaia di attivisti e militanti e a centinaia di migliaia di lavoratori, studenti, donne che hanno sostenuto un programma di rottura con le politiche di austerità della Ue e di guerra della Nato.
Dobbiamo ribadire questa strategia, impedendo che logiche da ceto politico riprendano piede nel nostro partito o riproponendo alleanze spurie alle prossime elezioni amministrative oppure frenando e ostacolando sul piano politico e organizzativo il progetto di costruzione di Potere al popolo.
Sul piano politico e sociale ciò che dobbiamo fare è riprendere l’iniziativa assunta a partire dal contrasto alla riforma dei Gestori per estendere l’iniziativa sui temi del trasporto pubblico, della casa e dei servizi locali sempre più colpiti dai tagli dei finanziamenti pubblici, dalle privatizzazioni ed esternalizzazioni di personale denunciando la profonda iniquità sociale delle politiche della Lega e delle destre al governo della regione da quasi 30 anni.
A tal fine il CPR lombardo si impegna, sulla base di quanto discusso e deciso dal CPN del Partito dell’11 marzo, a:
1. Sviluppare sul territorio una rete di sportelli e attività di mutuo soccorso partendo dalle pratiche già
in atto e puntando a strutturare il lavoro dei circoli e delle federazioni in tal senso, a sviluppare
sinergie con sportelli sindacali e comitati di lotta già presenti sul territorio, aderenti o meno a
Potere al Popolo.
Alcuni esempi di attività di mutuo soccorso già operanti sono i doposcuola per studenti, le scuole di
italiano per stranieri, gli sportelli casa dell’Unione Inquilini nelle nostre sedi a Bergamo, Milano,
Lodi e altri comuni, gli sportelli legali contro la precarietà ecc.
2. Individuare e riproporre sia come Partito che come Potere al Popolo alcune campagne tematiche
a) per il diritto ad una sanità pubblica accessibile a tutti, con l’abolizione dei ticket e dei superticket, la riduzione dei tempi d’attesa e del di intramoenia e la cancellazione della
pericolosa e pasticciata riforma dei Gestori;
b) per il diritto e l’accesso alla casa per chi si trova in graduatoria per una casa popolare ( oltre
50 mila famiglie in Lombardia ) e per chi perde la casa per morosità incolpevole o
pignoramento e la cancellazione della legge sulla casa varata nel 2016 dalla Giunta Maroni.
c) Per il diritto ad una scuola pubblica e laica con l’aumento degli stanziamenti per la scuola
pubblica e la cancellazione dei buoni scuola per le private
3. Costruire Assemblee permanenti di Potere al Popolo in tutte le città e in tutti i comuni di medie
dimensioni, radicarsi attraverso pratiche comuni di lotta, solidarietà e resistenza popolare e
presentare alle prossime elezioni amministrative liste di Potere al Popolo ovunque possibile.

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