«Il G7 resterà a mani vuote» L’affondo della superospite

La critica dell’attivista indiana Vandana Shiva: creare il summit è stato prima di tutto un errore. L’appello a enti locali e associazioni per il futuro

di Gisella Laterza

(Corriere della Sera Bergamo)

Il ministro Maurizio Martina e il sindaco Giorgio Gori l’avevano in parte annunciato: il G7 sarà anche preceduto da voci contrarie, o non per forza favorevoli, al grande evento istituzionale e internazionale. Un annuncio che si è concretizzato ieri. «Sappiate che il G7 uscirà a mani vuote — ha dichiarato ieri Vandana Shiva in Provincia —. Voi, come ente locale, associazioni di agricoltori e associazioni sociali, dovete dimostrare qual è veramente la soluzione per il futuro». Parole pronunciate di fronte al presidente Matteo Rossi e ai rappresentanti principali di Confcooperative, Coldiretti, Confagricoltura e Bio-distretto. Un vero e proprio affondo quello dell’attivista politica indiana, vincitrice nel 1993 del Right Livelihood Award, il Premio Nobel alternativo. Invitata dal Bio-distretto è stata in visita anche alla Montello Spa prima di andare in Via Tasso. E si è interrogata criticamente sul significato e sui possibili risultati del G7.

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«Io sono tra quelli che pensano che creare il G7 sia stato prima di tutto un errore —, ha detto in seguito al Corriere —, perché come possono 7 Paesi credere di essere più importanti degli altri? E come può questo gruppo di 7 decidere per il mondo intero? Perché non decidono solo per loro stessi, come leader dei rispettivi Paesi?». Vandana Shiva parte dal presupposto che il mondo sia «pieno di biodiversità», di cui tenere conto. «I piccoli produttori — ha proseguito —, che da soli sono la metà della popolazione del mondo, devono essere presi in considerazione. Le donne, che sono le maggiori produttrici di cibo, devono essere ascoltate. I bambini, il cui futuro è in gioco, dato che si sta distruggendo la loro salute, devono essere presi in considerazione».

 

Shiva da sempre combatte contro l’uso di fertilizzanti e contro l’industrializzazione dell’agricoltura, e anche in questo caso non risparmia un affondo: «Il G7 deve smettere di essere semplicemente la voce del cartello del veleno venduto agli agricoltori, che fa ammalare. Prima deve ascoltare, e poi deve diventare la voce della terra e della gente, e agire con responsabilità e intelligenza». Netta l’idea sulla direzione che il G7 non dovrebbe prendere. «Sarebbe sbagliato — ha concluso — replicare un modello fallimentare di agricoltura, quello attuale, che sta fallendo in tutto il mondo». E si augura che si lavori «ecologicamente, socialmente, eticamente».

 

In mattinata Vandana Shiva era in visita alla Montello Spa, dove ha posto molte domande al presidente Roberto Sancinelli sul processo che trasforma gli scarti in fertilizzanti organici da usare in agricoltura. L’attivista ha inoltre incontrato un gruppo di 30 dipendenti indiani dell’azienda e li ha invitati «a portare queste conoscenze in India». Sancinelli e Shiva hanno parlato di un possibile «progetto futuro da sviluppare insieme».

 

La visita dell’attivista politica, che prosegue oggi, è stata voluta dal Bio-distretto ed è inserita nel calendario ufficiale del G7. Il suo intervento così netto contro il vertice tra ministri, che di fatto la ospita, può dunque risultare singolare. «Il Comune dà un contributo per l’ospitalità di Vandana, come di altre presenze illustri — conferma Claudio Bonfanti, del Bio-distretto —, e in questo va riconosciuto un grande merito al Comune, per aver acceso i riflettori su un settore negletto come l’agricoltura e per aver permesso di esprimersi anche a chi non aveva posizioni favorevoli al G7». E aggiunge: «Come Bio-distretto, abbiamo collaborato lealmente al tavolo dell’agricoltura, volendo esprimere una voce critica. Rappresentiamo chi ritiene che il mondo si salverà solo se farà una svolta radicale a favore del biologico». E aggiunge: «Per noi Vandana Shiva è un punto di riferimento. Certo, le sue battaglie sono frutto delle sue esperienze in India, che sono diverse da qui, ma credo che vadano al di là di schieramenti politici. Ha sposato le cause degli ultimi». L’attivista sarà questa mattina all’auditorium di Piazza della Libertà per parlare di agricoltura sociale. Una certezza comunque c’è: il dibattito è iniziato, su agricoltura, bio-agricoltura, industrializzazione e sostenibilità. In vista del G7 di sabato e domenica saranno ancora molti gli incontri collaterali per parlare di prodotti e cibo a tutti i livelli.

11 ottobre 2017

 

 

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