BERGAMO. ANCORA INUTILI TENSIONI IN OCCASIONE DI UNO SFRATTO CHE NON SI POTEVA E NON SI DOVEVA ESEGUIRE

Come l’Unione Inquilini ha ricordato in più occasioni, da un paio d’anni la legislazione fa obbligo agli enti locali e alle altre istituzioni di applicare i provvedimenti volti a sostenere le famiglie sfrattate per “morosità incolpevole”, cioè impossibilitate a pagare l’affitto perché colpite dalla crisi economica.
Si tratta di misure di accompagnamento per graduare gli sfratti, posticiparli, reperire un alloggio alternativo, secondo quanto previsto dalla legge 124/2013, finanziata dal D. m. 30 marzo 2016, regolamentata in Lombardia dal Dgr n° X/5644/2016.
Sono misure ancora molto parziali e insufficienti, che peraltro non riguardano l’insieme del territorio nazionale, ma solo i comuni ritenuti di “alta tensione abitativa”.
L’applicazione delle procedure previste è spesso rallentata o bloccata dalle burocrazie di comuni e prefetture, ma va da sé che nei casi di morosità incolpevole l’esecuzione degli sfratti non può avvenire in assenza di soluzioni abitative alternative individuate con il contributo dei comuni, anche in accordo con i proprietari degli immobili.
Spesso però le cose “non funzionano” e, anche quando sono avviate le procedure di sostegno alle famiglie (ci sono apposite graduatorie), ufficiali giudiziari e forze dell’ordine intervengono per eseguire brutalmente gli sfratti.
Così questa mattina a Bergamo, in via Ponchielli 4, la famiglia di Wafa, pur avendo presentato tutte le domande in Comune, inserita nella specifica graduatoria e seguita dai servizi sociali, si è vista arrivare polizia ed ufficiale giudiziario intenzionati ad eseguire lo sfratto.
Si è potuto evitare il peggio solo grazie alla presenza degli attivisti e delle attiviste anti-sfratto del nostro sindacato, gli stessi che da diverso tempo assistono la famiglia nelle pratiche con il Comune.
Ci sono stati momenti di tensione; la polizia ha chiesto i documenti delle nostre compagne e dei nostri compagni, che sono stati per di più minacciati di denuncia. Minacciati di denuncia perché hanno chiesto il rispetto delle leggi dello Stato!
Solo dopo tensioni, discussioni e trattative, è stato possibile ottenere il posticipo dell’esecuzione dello sfratto (al 28 febbraio).
Non è la prima volta che le cose vanno in questo modo, sia a Bergamo sia negli altri comuni che pure ricadono fra quelli nei quali è prevista l’applicazione dei provvedimenti di graduazione degli sfratti e sostegno alle famiglie sfrattate.
Lo scorsa settimane è stato il caso di Gorle: anche qui una famiglia rischiava di finire in strada a causa dei ritardi del Comune
Mentre in diverse province del Paese Comuni, Prefettura, Ufficiali giudiziari sono sufficientemente coordinati e quindi si evitano tensioni ed esecuzioni di sfratto ingiustificate, a Bergamo le cose evidentemente non funzionano ancora come dovrebbero. Forse è il caso che le istituzioni si diano una smossa! 

Unione Inquilini Bergamo

13.01.17

VN:R_U [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
VN:R_U [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)
To report this post you need to login first.