Tsipras: l’ennesima delusione; l’ennesima manipolazione

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Comunicato Caposaldo 12-07-2015

Tsipras: l’ennesima delusione; l’ennesima manipolazione

Non può che creare sconcerto e grandissima delusione il piano presentato da Alexis Tsipras – primo ministro del governo greco – con il quale si è vergognosamente inginocchiato di fronte all’alta finanza globale, rappresentata nello specifico da Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea, per far fronte al Debito accumulato nei confronti del sistema finanziario usuraio internazionale possessore dei titoli di Stato greci. E’ un piano che avrebbe presentato un qualsiasi servo liberaldemocratico (di centro-destra o centro-sinistra) che avesse ricoperto in questo momento il ruolo di primo ministro del governo greco. E allora – ci domandiamo – tutte quelle punture di spillo ai poteri forti globali e tutte quelle arie da rivoluzionario che si dava, anche organizzando (e prendendo per i fondelli il popolo greco) uno spettacolare referendum che nel risultato chiaramente invitava la sua persona in quanto politico a rigettare e detestare quel Debito, erano funzionali a quale tristissima e miserabile recita? Per chi lavora Alexis Tsipras? Come è possibile che un risultato referendario di quel genere (è passata una sola settimana!) sia stato gestito in questo modo ignobile e vile? Un piano del genere, approvato trasversalmente dalle opposizioni e da un parte del governo, sarebbe stato presentato da un qualsiasi Mario Monti e da un qualunque Matteo Renzi. E bisogna pur dirlo, perché allo schifo non c’è fine. Il problema non consiste solo nella presa in giro che ha subìto il popolo greco, ma si allarga alla battaglia sulla sovranità monetaria che in Europa rischia di perdere di credibilità e di efficacia. Il sistema mediatico ha presentato Tsipras come un paladino popolare in lotta contro i padroni del pianeta mentre in realtà, l’omuncolo greco, era un burattino nelle loro mani già dall’inizio di tutta questa messinscena. Non che noi di Caposaldo non avessimo dei dubbi sui punti oscuri di questo traditore (dubbi espressi nel comunicato di settimana scorsa), ma non pensavamo – sinceramente – giungesse a tanto.


La lezione che dobbiamo imparare da questa triste e squallida vicenda è una sola: quando si parla di SOVRANITA’ MONETARIA, si deve fondamentalmente, obbligatoriamente e necessariamente parlare di queste cinque cose (o cinque Tesi):

1) Emissione della moneta da parte dello Stato (o confederazione di Stati)

2) Abolizione di ogni e qualsiasi banca centrale

3) Interruzione dell’emissione di qualsiasi Titolo di Stato

4) Nazionalizzazione, sequestro e acquisto a costo zero (da parte dello Stato) di ogni banca commerciale con annessa abolizione della legge sulla Riserva Frazionaria

5) L’unico soggetto che può e deve finanziare l’economia (non più capitalista) è lo Stato o una confederazione di Stati

Chiunque volesse perciò esprimere idee sulla SOVRANITA’ MONETARIA e non pronunciasse contemporaneamente (senza eccezione alcuna) tutte e cinque queste Tesi è potenzialmente candidabile al ruolo di quaquaraquà e servo dell’Alta Finanza globale né più né meno di un qualsiasi Mario Monti o di un qualunque Matteo Renzi o, a questo punto, di questo tale greco di nome Alexis Tsipras. Purtroppo, lo scenario di molti presunti “sovranisti monetari” presenta un panorama di personaggi che si prestano a svolgere il ruolo dei finti rivoluzionari, perché nessuno di loro pronuncia contemporaneamente le cinque fondamentali tesi per realizzare l’unica e vera SOVRANITA’ MONETARIA sopra descritta. I personaggi italiani che appartengono al genere di Tsipras (anche se dal greco si distinguono per alcuni dettagli) sono il normalizzato – da Casaleggio – Beppe Grillo, il nostalgico della lira Matteo Salvini, il promotore della MMT (una scemenza unica) Paolo Barnard o i seguaci italiani di Lyndon LaRouche che agiscono in Movisol, oltre naturalmente a quella parte della sinistra radicale rappresentata da Nichi Vendola. La SOVRANITA’ MONETARIA non è materia loro, come purtroppo non lo era per il “famoso” Alexis Tsipras.

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2 comments for “Tsipras: l’ennesima delusione; l’ennesima manipolazione

  1. Emanuele23
    16 luglio 2015 at 08:50

    Con la pistola alla tempia dell’asfissia per mancanza di liquidità e della “grexit” perseguita dalla Germania, con un rapporto di forza di 18 governi a 1, con in corso ogni genere di manovre per avere lo scalpo del governo greco, Tsipras ha firmato “l’accordo” con questa Europa.
    La Grecia ottiene lo sblocco della liquidità per le banche, accederà a finanziamenti per 82- 86 miliardi mentre altri 35 miliardi verranno dai fondi europei, e vede riconosciuta l’insostenibilità del debito greco con l’apertura a possibili dilazioni dei pagamenti ma non ad un taglio del debito.
    In cambio accetta di “migliorare la sostenibilità del sistema pensionistico.. dentro un’ambiziosa riforma globale delle pensioni”, di aumentare l’IVA, di fare “riesami rigorosi e la modernizzazione” della contrattazione collettiva e dei licenziamenti collettivi, di costituire un fondo di garanzia alimentato da privatizzazioni per un obiettivo complessivo di 50 miliardi, di “ridurre i costi dell’amministrazione”, di sottoporre ogni legge rilevante al preventivo consenso delle istituzioni europee acconsentendo a “tagli della spesa quasi automatici in caso di deviazioni da obiettivi ambiziosi di avanzo primario”, con il richiamo alla “piena attuazione” di quanto previsto dal Fiscal Compact.
    La cosiddetta trattativa con la Grecia non è mai stata un problema economico per le élites europee, come è dimostrato dalla stessa entità dei finanziamenti oggi previsti e come è dimostrato dal fatto che la Bce, mentre tagliava la liquidità alla Grecia, ha continuato a creare moneta al ritmo di 60 miliardi al mese con la previsione di arrivare ad oltre 1100 miliardi complessivi da destinare alle banche europee.
    La volontà delle élites europee è sempre stata quella di riaffermare i dogmi delle politiche neoliberiste e cioè privatizzazioni, attacco ai diritti del lavoro, attacco al welfare. Di riaffermare che non c’è altro modello sociale possibile che non sia il dominio del capitale finanziario, la sua necessità onnivora di privatizzare e mercificare ogni ambito della società distruggendo i livelli di civiltà conquistati nel secolo scorso, che non c’è altra Europa possibile che non sia quella a comando tedesco.
    Contro questa Europa ha lottato un piccolo paese, con una economia fragilissima e devastata dalle ricette dell’austerità. Quelle ricette che hanno mascherato il salvataggio delle banche francesi e tedesche con la propaganda degli aiuti al popolo greco, a cui non è andata che la decima parte di quelle risorse, le briciole. Quelle ricette che hanno portato il 35% della popolazione sotto la soglia di povertà e 600.000 bambini senza cibo sufficiente. Quelle ricette che dovevano ridurre il debito e lo hanno invece portato dal 130% del 2010 al 180% di oggi.
    Lo scontro era assolutamente impari anche se su di esso abbiamo concentrato speranze e aspettative.
    L’esito di oggi impedisce lo strangolamento immediato del paese e confida che la riattivazione dell’economia attraverso il piano di finanziamenti possa compensare gli effetti recessivi delle politiche di austerità, riproposte a partire dalla richiesta di avanzi primari inarrivabili, accetta la compromissione della propria sovranità, del proprio patrimonio pubblico, le pesantissime ipoteche per il futuro dei residui diritti sociali e del lavoro.
    E’ un’esito la cui responsabilità non è tuttavia né del popolo greco né del governo greco o di Alexis Tsipras che hanno lottato strenuamente in un sostanziale isolamento. E’ responsabilità della barbarie del neoliberismo di cui la Germania oggi è massima interprete. E’ responsabilità della complicità di tutti i paesi che l’hanno accettata anche se l’interesse dei loro popoli era opposto. E’ responsabilità della scelta del partito socialista europeo che di quelle politiche si è fatto scandaloso alfiere. E’ responsabilità persino nostra, di quello che non siamo riusciti a fare per costruire un reale movimento di massa contro l’austerità, dei sindacati che tardivamente si sono attivati, non andando oltre una dichiarazione congiunta, di tutti quanti non hanno compreso la centralità di quella battaglia.

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  2. Sam
    17 luglio 2015 at 12:20

    Un commento come questo del Caposaldo è un titolo di merito per Tsipras. Alla fine siete usciti allo scoperto con le stesse posizioni di Alba Dorata…..

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