Seriate. Eleonora FORENZA (Altra Europa) e Fanis KOUREMPES (Syriza) alla Festa in Rosso

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4 comments for “Seriate. Eleonora FORENZA (Altra Europa) e Fanis KOUREMPES (Syriza) alla Festa in Rosso

  1. sansone
    28 giugno 2015 at 11:01

    Signor Fanis KOUREMPES, la mette in imbarazzo il voto a favore del referendum di Alba Dorata?

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  2. cocofrancesco
    30 giugno 2015 at 08:59

    Penso che Fanis KOUREMPES sia più preoccupato del voto contrario al referendum del KKE. Il KKE si è schierato con gli uomini che hanno fatto fallire la Grecia come il Pasok, la versione ellenica del PD e Nuova Democrazia, la versione ellenica del PdL. Sansone infatti dimentichi almeno due cose: che la Grecia avesse un problema strutturale era risaputo ben prima che il Paese entrasse nell’Euro; e tutte le storture del sistema (dalla corruzione allo statalismo) sono state causate da quella classe politica, cioè il Pasok (Socialista) e Nuova Democrazia (Democristiana), che ha poi inflitto alla popolazione, su mandato di Bruxelles, misure durissime: socialisti e conservatori, in alternanza e poi in una grande coalizione.

    A fronte delle ulteriori richieste di austerità il governo greco ha cercato la via della mediazione aprendo a provvedimenti (privatizzazioni, innalzamento età pensionabile) estranei al programma originario di Syriza. La risposta della Troika è stato l’ultimatum: un piano ancor più stringente e sbilanciato che di fatto avrebbe favorito i ceti più ricchi del Paese. Un ennesimo memorandum. Lo scalpo di Tsipras per dimostrare a tutti come non sia possibile riformare e modificare la rotta dell’Europa.
    La risposta di Atene è stata quella di far decidere i greci stessi. Di fronte a un vicolo cieco, senza margini di manovra, piuttosto che rompere un patto con i propri elettori, Tsipras ha preferito lanciare un messaggio ai propri connazionali: fin dove siete disposti a spingervi? Tra l’altro, sin dal programma elettorale del 2012, Syriza prometteva ai suoi elettori – testualmente – di “sottoporre a referendum vincolanti i trattati e altri accordi rilevanti europei”.

    In tutto questo, l’Italia dove sta? Il premier Matteo Renzi, dopo il famoso regalo della cravatta a Tsipras e i molti vibranti richiami contro l’austerità, si è espresso con un tweet: “Non è un derby tra Commissione europea e Tsipras, ma una scelta tra euro e dracma”. Una semplificazione che non corrisponde alla realtà e che, appunto, aggiunge confusione ad una situazione già di per sé ingarbugliata.
    E si scoprono gli altarini di Renzi, le sue storielle sulla fine dell’austerity e l’inizio della crescita sotto il semestre a direzione italiana. Menzogne. Quel premier – che aveva spacciato il quantitative easing di Mario Draghi come l’inizio del cambiamento – ora sembra schierato con Merkel e la Troika. Senza capire che in caso di Grexit, potremmo essere noi le prossime vittime dell’austerity.

    Sterile anche l’accusa di chi dice che dietro Tsipras ci sono logiche nazionaliste come dimostrerebbero il voto di Alba Dorata o gli attestati di stima di Marine Le Pen e Matteo Salvini. Demistificazioni. Il blocco degli euroscettici non è altro che l’altra faccia della medaglia della Troika e delle sue politiche di austerity.

    Di cosa stai farfugliando Sansone?

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  3. sansone
    1 luglio 2015 at 20:44

    Non è farfugliare, è vedere come vanno le cose. Alba Dorata ha votato a favore. Punto. Voi e Salvini e Grillo siete sulla stessa barricata, punto. Il blocco degli euroscettici non è altro che l’altra faccia della medaglia della Troika e delle sue politiche di austerity… ecco, mettetevi l’anima in pace con una frasettina.

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  4. cocofrancesco
    8 luglio 2015 at 08:30

    Quando uno non ha più argomenti scrive queste stupidaggini. Ora sappiamo come sono andate le cose,il NO ha stravinto. La Grecia non è uscita dall’EURO. Alba Dorata, Salvini e Grillo e i suprematisti nessuno se li è filati e le loro posizioni anti EURO palesemente non c’entrano nulla con quelle di Tsipras che è contrario a questa EUROPA e alle sue politiche liberiste, e chiede un cambiamento non di moneta, ma di politiche. Come già in passato la storia ti ha smentito, perché insisti a collezionare figure da pirla?

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