Grecia/Germania: le reazioni al vetriolo di Linke e Prc contro Merkel

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La Borsa di Atene amplia le perdite: l’incertezza sul futuro della Grecia innescata dalle dichiarazioni comparse su Der Spiegel, in vista delle prossime elezioni in agenda il 25 gennaio, spingono gli investitori a vendere e l’indice perde quasi cinque punti. Anche se il governo tedesco smentisce di avere cambiato posizione circa una possibile uscita di Atene dall’euro, come ha scritto appunto il settimanale tedesco, ormai il tarlo è penetrato. Ed ora i greci dovranno fare i conti con uno stillicidio continuo fino al giorno in cui andranno alle urne.
In soccorso della Grecia arriva il presidente del partito di sinistra tedesco Die Linke, Bernd Riexinger, che ha accusato il governo della cancelliera Angela Merkel di cercare di destabilizzare la Grecia in vista di un possibile trionfo della sinistra alle elezioni anticipate elleniche del 25 gennaio. “Con questa indiscrezione intenzionale, il governo lancia una bomba che può causare una escalation della crisi in Grecia”, ha affermato il leader del partito di opposizione al sito web del quotidiano ‘Handelsblatt’.
“Mediante questa forma di estorsione pubblica si destabilizza la Grecia intenzionalmente prima delle elezioni”, ha accusato Riexinger, sottolineando come sia obbligo della Merkel mettere in chiaro “in modo immediato e inequivoco” la sua posizione sull’integrità dell’Eurozona.
Reazione sdegnata anche da parte di Paolo Ferrero, segretario del Prc. “Nelle settimane che precedono la vittoria di Syriza in Grecia la Merkel comincia un fuoco di cannoneggiamento preventivo contro Tsipras per difendere i suoi privilegi illegali che i vigliacchi che oggi fanno i primi ministri in Europa, a cominciare da Renzi, non hanno mai messo in discussione. E’ infatti evidente che l’unico paese che oggi fa pagare i suoi comportamenti illegali agli altri è la Germania, che da anni ha un surplus di esportazioni e viola sistematicamente i trattati europei ma nessuno, a partire da Renzi, dice nulla. Eppure questa è l’unica violazione dei trattati che penalizza gli altri paesi”, afferma Ferrero.
“E’ infatti evidente che un debito o un deficit maggiore sono unicamente una fonte di investimento ad alto rendimento per gli altri paesi mentre una eccedenza sistematica nelle esportazioni danneggia tutti gli altri in modo irrimediabile – aggiunge – Per questo la Merkel va mandata a quel paese e va difeso il diritto del popolo greco che attraverso Syriza vuole cambiare politica economica. Solo l’uscita dall’austerità puè determinare una uscita dalla crisi vantaggiosa per tutti, per questo, se ritiene, sia la Germania a uscire dall’Euro, staremo tutti meglio e la Merkel la smetterebbe di contrabbandare i suoi interessi particolari per gli interessi di tutti!”.

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